Harry Wu
Proveniente
da una famiglia agiata (il padre era banchiere, la madre era una discendente
di proprietari terrieri), Wu ricorda la sua infanzia come "pacifica e gradevole",
ma la sua fortuna cambiò dopo la fine della guerra civile cinese nel
1949: «
Durante la mia giovinezza, mio padre perse tutte le sue proprietà. Avevamo
problemi economici. Il governo sequestrò tutte le proprietà del
paese. Fummo costretti a vendere il mio pianoforte. »
( worldnetdaily.com del 5 aprile 2001)Studiò
all'Istituto di Geologia di Pechino, dove fu arrestato la prima volta nel 1956
per aver criticato il Partito Comunista Cinese durante la Campagna dei Cento
Fiori. Benché mai formalmente incriminato e sottoposto a processo, nel
1960 fu inviato nei "laogai" ("riforma attraverso il lavoro")
con l'accusa di essere un controrivoluzionario. Lì rimase per 19 anni
durante i quali fu trasferito in 12 differenti campi e costretto ad estrarre
carbone, costruire strade e lavorare la terra. Il tragico racconto di quei 19
anni è raccolto in Bitter Winds (1994), memoria delle sue esperienze
nei Laogai (edizione italiana: Contro rivoluzionario. I miei anni nei Gulag
Cinesi, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2008). Nel suo libro, scritto
insieme alla giornalista Carolyn Wakeman, Harry Wu narra la storia della sua
prigionia e della sua sopravvivenza, degli straordinari atti di coraggio che
lui e i compagni dovettero praticare per aiutarsi reciprocamente con un indimenticabile
eroismo. Con particolari a volte persino raccapriccianti, Wu presenta la vita
di prigionia, quando si setacciavano i campi alla ricerca di rane e di serpenti
che poi la notte nelle baracche diventavano cibo. Più di una volta al
limite della morte e della pazzia, Wu riesce a risalire dagli abissi del nulla,
grazie alla forza della dignità personale. Così scrive di questo
libro il Los Angeles Times: “Bitter Winds merita di essere accostato ad
Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzhenitsyn quale insuperabile e personale testimonianza
di che cosa accadeva a milioni di uomini e donne innocenti”. Il libro
è la storia veramente toccante della vittoria di un uomo, è una
testimonianza indelebile del potere dello spirito umano. Quando è uscito
negli Stati Uniti, la “New York Times Book Review” ha nominato Bitter
Winds “libro dell'anno”.Rilasciato
nel 1979 durante la liberalizzazione che seguì la morte di Mao Zedong,
Wu si è trasferito negli Stati Uniti, dove è diventato professore
di Geologia all'Università della California, Berkeley.
Lì cominciò a scrivere delle sue esperienze nei Laogai e nel 1992
rinunciò all'insegnamento per diventare un attivista per i diritti umani,
dedicandosi a tempo pieno alla diffusione della verità sulla Cina. A
questo scopo ha creato la Laogai Research Foundation, organizzazione di ricerca
e pubblica educazione non-profit. Il lavoro della fondazione è riconosciuto
come fonte primaria di informazioni sui campi di lavoro cinesi. Wu ha testimoniato
di fronte a diversi Congressi negli Stati Uniti, al parlamento del Regno Unito,
della Germania, dell'Australia, alle Nazioni Unite e, grazie all'interessamento
di Alternativa Sociale, anche al Parlamento Europeo.
Nel 1995 Wu, già cittadino statunitense, fu arrestato mentre tentava di rientrare in Cina. Il governo cinese lo trattenne per 66 giorni prima sottoporlo ad un rapido processo in cui lo accusava di spionaggio al termine del quale fu condannato a 15 anni di prigione e subito espulso. Wu attribuisce il suo rilascio ad una campagna internazionale in quei giorni in suo favore.Wu ha ricevuto il "Premio Libertà" dalla "Federazione Ungherese Attivisti per la Libertà" nel 1991. Nel 1994 ha ricevuto il primo "Premio Martin Ennals per i Diritti Umani" dalla "Fondazione Svizzera Martin Ennals". Nel 1996, fu insignito della "Medaglia alla Libertà" dalla "Fondazione Tedesca per la Resistenza della Seconda Guerra Mondiale". Ha anche ricevuto la laurea ad honorem dall'Università di St. Louis e dalla Università Americana di Parigi nel 1996.Wu è attualmente Direttore Esecutivo della "Laogai Research Foundation" e del Centro Informazioni sulla Cina. Entrambe le organizzazioni sono situate a Washington, DC e sono finanziate principalmente dal National Endowment for Democracy.
Aggressione a Roma [modifica]
Il 15 marzo 2006 Harry Wu aveva in programma la presentazione del suo libro
Laogai. I Gulag di Mao Zedong presso il Tuma's book bar di Roma, [1] [2]«
la presentazione del libro non si è potuta svolgere perché una
cinquantina di attivisti dei Centri sociali, armati di mazze, bastoni e spranghe,
ha bloccato l'ingresso nella libreria; successivamente alcune persone che volevano
assistere al dibattito sono state aggredite selvaggiamente; altri giovani sono
stati rincorsi e malmenati per le strade del quartiere e lo stesso Harry Wu
a stento si è sottratto al linciaggio »
( dalla interrogazione parlamentare presentata alla Seduta n. 39 del 21/9/2006
alla Camera dei Deputati da Fabio Rampelli)successivi
accertamenti del Ministero degli Interni (retto da Giuliano Amato) hanno accertato
che«
circa quaranta giovani aderenti al movimento antagonista capitolino del centro
sociale di via dei Volsci hanno effettuato senza alcun preavviso un presidio
all'ingresso della libreria, inibendone di fatto l'entrata e impedendo lo svolgimento
di ogni iniziativa. Uno degli organizzatori dell'evento è stato proditoriamente
colpito al viso da un sacchetto di plastica contenente del ghiaccio ed ha riportato
un trauma contusivo. »
( dalla risposta all'interrogazione presentata nella Seduta n. 132 del 22/3/2007
della Camera dei Deputati dal viceministro Marco Minniti)Vi
sono delle fonti che, per vari motivi, mettono in dubbio l'autorità di
Wu come testimone, quale quella dell'uomo d'affari Cino-Americano George Koo
[3] e del talk-show man della radio Cantonese di San Francisco Edward Liu ([2]).Anche
il governo cinese rifiuta con fermezza di confermare quanto detto dall'uomo
d'affari (ricordiamo tuttavia che confermarlo sarebbe creare le prove di una
struttura repressiva forte in Cina).
Mappa dei Laogai [modifica]
Distribuzione dei Laogai in CinaLa seguente mappa è ricavata dal libro
Laogai: the Chinese Gulag tradotto in italiano come Laogai. I Gulag di Mao Tze
Dong e rappresenta i campi la cui collocazione era nota a Wu. I campi risultano
concentrati soprattutto nei pressi di zone industriali come Hong Kong (e tutta
la provincia del Guangdong) e Shanghai.Un
Laogai: la "Fattoria Qinghe" [modifica]
Nei suoi libri Laogai: the Chinese Gulag e Contro rivoluzionario. I miei anni
nei gulag cinesi (ed. or. Bitter Winds), Wu descrive un laogai noto come "Fattoria
Qinghe", fornendo informazioni dettagliate sulla sua ubicazione, la sua
storia e la sua attività. Nel libro Contro rivoluzionario sono pubblicate
anche delle fotografie della Fattoria Qinghe (e di altri laogai dove lui è
stato rinchiso), da lui scattate durante il viaggio fatto nel 1985.La
"fattoria" si trova a Tianjin, a 120 km da Pechino e vicino al mare,
ed ha dimensioni di circa 20 km x 15 km.In
origine, i Giapponesi vi costruirono un centro di detenzione che, dopo la loro
sconfitta, passò alla Cina. A partire dal 1949, anno di fondazione della
Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong, cominciò uno sviluppo
considerevole, in 4 fasi:1950-1956
- Nel 1950, decine di migliaia di proprietari terrieri e ufficiali militari
nazionalisti furono condannati ai lavori forzati e obbligati a costruire canali,
strade, muri e prigioni ed a coltivare la terra per il proprio mantenimento.
In meno di 10 anni, la maggior parte di loro trovò la morte.
1957-1965 - Nel 1956 si aggiunsero migliaia di vittime della Campagna dei cento
fiori. Nel 1958, in seguito al Grande balzo in avanti, un'altra ondata di prigionieri
fu aggiunta per aumentare la produzione. Nel periodo 1959-1961, i risultati
disastrosi del Grande Balzo minarono la conservazione del regime, che reagì
con la deportazione dei "controrivoluzionari": la popolazione superò
le 100 000 unità.
1966-1978 - Durante la Rivoluzione Culturale, numerosi prigionieri e guardie
furono trasferiti in altri campi.
1978-1988 - Si ebbe un nuovo incremento, che portò la popolazione nuovamente
a 100.000 unità.
Il complesso è eterogeneo e comprende: Laogai con 20 000 detenuti; Laojiao
con 20.000 detenuti; Jiuye con 60 000 fra lavoratori forzati ex-detenuti (25
000), le loro famiglie (15 000) e le guardie con rispettive famiglie (20 000).Sono
presenti campi coltivati e industrie per un fatturato annuo di 10 milioni di
Euro. I prodotti sono venduti sia sul mercato interno che sul mercato estero
(uva, ceramica, maglieria). Ognuna delle 25 sezioni del complesso possiede una
prigione circondata da mura con la sommità elettrificata. I detenuti
dei Laogai e dei Laojiao vivono in baracche all'interno delle mura e sono scortati
dalle guardie all'esterno per lavorare. I lavoratori forzati dei Jiuye vivono
all'esterno delle mura in dormitori. Per questi ultimi e per le guardie, sono
presenti scuole, negozi, ristoranti, un cinema e un ospedale. Solo le guardie
possono uscire all'esterno della "Fattoria" Qinghe.Le
opere [modifica]
Troublemaker (1996), resoconto del suo viaggio clandestino in Cina e della sua
detenzione nel 1995.
Laogai, i Gulag di Mao Tze Dong, ed. L’ancora del Mediterraneo, Napoli-Roma,
2006, traduzione dall'inglese di Laogai. The Chinese Gulag, 1991, ISBN 88-8325-205-5
Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi, ed. San Paolo, Cinisello
Balsamo, 2008, ISBN 8821560708, traduzione dall'inglese di Bitter Winds, 1994,
ISBN 987-88-215-6070-5
Voci correlate [modifica]
Laogai
Il libro nero del comunismo
Riforma del pensiero in Cina
Dissidenti della Repubblica popolare cinese
Chen Ming
Collegamenti esterni [modifica]
Laogai Research Foundation.
The China Information Center.
Procapitalism, China, Op-Ed: Harry Wu.
Il libro nero del comunismo, una presentazione del libro, Mondadori, 1998, ISBN
88-04-44798-2
Note e Referenze [modifica]
^ [1] Laogai. I Gulag di Mao Tze Dong, di Hongda Harry Wu
^ ZENIT Denunciati a Roma i Laogai, i campi di concentramento cinesi
^ George Koo, Direttore della Deloitte & Touche
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Harry_Wu"