Il centro culturale nasce nel 1983, anno in cui si celebrava a Verona il Millenario della Consacrazione episcopale di Sant'Adalberto (Vojtech in slavo) avvenuta proprio in questa città. Egli fu monaco benedettino, vescovo e martire congiungendo nella sua persona la spiritualità cirillo-metodiana (da cui trae origine la cultura orientale, mistica ed intuitiva) con quella benedettina (che informa la cultura occidentale, più logica e razionale).
In occasione del Millenario, Giovanni Paolo II inviava alla nostra città (Verona) una lettera apostolica con la quale esortava l'uomo del nostro tempo a "mostrare come il Cristianesimo non sia un'esperienza storica superata da nuove forme di redenzione umana, ma è, resta e sarà sempre la «novità» per eccellenza".
Un
messaggio così carico di significato esigeva che uomini di fede e di
cultura lo vivessero in prima persona e lo prolungassero nel tempo e nella
storia di Verona.
La genesi del Centro Culturale Sant'Adalberto è tutta qui: non una
contrapposizione ad altre istituzioni, ma il contributo di un'associazione
laicale alla Chiesa di Cristo Signore, perché sia più facile
e gustoso far "diventare cultura la fede".
Un
compito, questo, che vuole essere giocato con tutti gli uomini di buona volontà
in una grande apertura ideale ed in una altrettanto precisa identità.
Lo sottolinea ancora Giovanni Paolo II nella lettera alla nostra città:
"L'esempio di Sant'Adalberto ci incoraggia a cercare e a trovare una
«piattaforma d'incontro» tra le varie tensioni e le varie correnti
di pensiero, per evitare ulteriori tragedie e soprattutto per dare all'uomo,
al «singolo» che cammina per vari sentieri verso la Casa del Padre,
il significato e la direzione dell'esistenza".
Nel settembre del 2002, il Centro Culturale viene rinominato in Centro di Cultura Europea Sant'Adalberto.